Come scegliere una porta antieffrazione
Come tutte le chiusure di sicurezza, anche la porta ha subito un’evoluzione importante nel corso del tempo, che ha condotto alla realizzazione di sistemi di protezione sempre più sofisticati. Le sue funzioni si sono specializzate ed è andata migliorando anche la caratteristica fondamentale di elemento di divisione e unione. Questa doppia faccia è tanto migliore quanto più rapidamente l’oggetto si trasforma da divisore a elemento di unione, svolgendo in modo ottimale entrambe le funzioni. Può dividere le persone dalle condizioni atmosferiche (caldo, freddo, acqua) e dal suono.
Una porta deve possedere queste caratteristiche: sicurezza, eleganza, solidità, facilità d’ uso, completezza.
Anche le porte blindate oggi devono sottostare a delle norme europee ben precise. Per poter dichiarare che una porta è certificata è necessario prelevarne un campione e sottoporlo a tre tipi di prove di resistenza che ne assicurano la qualificazione:
- sotto carico statico
- sotto carico dinamico
- ad attacco manuale
Solo i campioni che hanno superato positivamente tutte queste prove possono dirsi certificati ed ottenere una delle classi che designano la tipologia di malfattore a cui il prodotto è in grado di resistere e la tipologia di impiego per cui il prodotto è ritenuto adatto.
Le prove sono di tipo CONVENZIONALI e REALI:
- le prime verificano che la porta sottoposta a prova sia in grado di resistere ad una serie di carichi statici e dinamici;
- le seconde simulano reali tentativi di effrazione, verificando la resistenza del campione in funzione del tempo impiegato a superare la difesa.
Le prove
CONVENZIONALI mettono spesso in luce le carenze progettuali delle strutture sottodimensionate in alcuni particolari, anche di poco conto ma che possono invalidare la resistenza di tutta la struttura (ad esempio diametri di viti, cattive o insufficienti saldature, ecc.)
Le prove
REALI simulano l’attacco eseguito da un malintenzionato secondo specifiche strategie di attacco e con un ben preciso set di strumenti da scasso a disposizione.
Il tempo di resistenza del campione sottoposto a prova e la tipologia degli strumenti utilizzati durante l’ effrazione sono definiti in base alla classe di resistenza che il prodotto intende raggiungere.
| CLASSE |
PROCEDURA DI LAVORO |
ESEMPI DI UTILIZZAZIONE |
| 1 |
Lo scassinatore principiante tenta di forzare la finestra, porta o persiana usando la forza fisica, ad es. spinte urti, spallate, sollevamento, strappo |
Porte caposala con rischio normale, porte di magazzini di merce di baso valore intrinseco. |
| 2 |
Lo scassinatore occasionale cerca di forzare la finestra, porta o persiana usando attrezzi semplici, ad es. cacciaviti, tenaglie, cunei |
Porte caposala con rischio considerevole, uffici di edifici industriali. |
| 3 |
Lo scassinatore tenta di entrare usando in aggiunta un cacciaviti e un piede di porco |
Porte caposala con rischio considerevole, uffici di edifici industriali, villette signorili. |
| 4 |
Lo scassinatore esperto usa in aggiunta seghe, martelli, accette, scalpelli e trapani portatili a batterie. |
Uffici di banche, orologerie, ospedali, impianti e laboratori industriali, villetta signorili. |
| 5 |
Lo scassinatore esperto usa in aggiunta attrezzi elettrici, ad es. trapani, seghe a sciabola, mole ad angolo con un disco massimo di mm. 125 di diametro. |
Banche, orologerie e gioiellerie, protezione di documenti riservati, ambienti militari in genere ed ambasciate. |
| 6 |
Lo scassinatore esperto usa inoltre attrezzi elettrici ad alta potenza, ad es. trapani, seghe a sciabola e mole ad angolo con un disco massimo di mm. 230 di diametro |
Banche, orologerie e gioiellerie, impianti nucleari, protezione di documenti riservati, ambienti militari ed ambasciate. |
Le prove di
RESISTENZA SOTTO CARICO STATICO, hanno lo scopo di definire il valore della deformazione indotta sull’ anta dal carico applicato. La forza viene applicata nei seguenti punti:
- L’angolo del pannello
- In posizione intermedia tra due riferme
I punti di riferma sono: serratura, cardini e perni di cardini, catenacci mobili e fissi.
Le prove di
RESISTENZA SOTTO CARICO DINAMICO, sono finalizzate al delineare la resistenza della struttura. In essa non devono formarsi aperture tali da permettere di raggiungere i meccanismi di chiusura e le eventuali pannellature presenti non devono staccarsi.
La prova di
RESISTENZA ALL’ATTACCO MANUALE, prevista per le classi da 2 a 6, simula una prova di attacco reale, effettuato da personale specificamente preparato. La prova è preceduta da test preliminari, che hanno lo scopo di saggiare il manufatto nei punti ritenuti deboli e durano un quarto del tempo richiesto per la prova principale.
Conclusioni
La certificazione dei prodotti secondo una delle sei classi della norma europea è il solo criterio per avere una garanzia della qualità del prodotto.
Prodotti definiti solo genericamente “antintrusione”, “blindati”,”corazzati”,ecc. non forniscono alcun riscontro numerico concreto.
La reale corrispondenza viene data dalle quattro norme europee
UNI ENV 1627, UNI ENV 1628, UNI ENV 1629, UNI ENV 1630, le quali possono garantire l’ appartenenza a uno dei gradi di resistenza all’ intrusione
| UNI ENV 1627 |
Requisiti e classificazione |
| UNI ENV 1628 |
Resistenza sotto carico statico - Metodi di prova |
| UNI ENV 1629 |
Resistenza sotto carico dinamico - Metodi di prova |
| UNI ENV 1630 |
Resistenza all'attacco manuale - Metodi di prova |
La porta deve inoltre possedere altre caratteristiche importanti: resistenza al fuoco (ove richiesto), abbattimento acustico, resistenza termica, resistenza agli agenti atmosferici.
Al momento della scelta di una classe di protezione, devono essere valutati anche gli aspetti che verificano il reale rischio di effrazione e che permettono di capire contro quale tipo di attacco occorre premunirsi
Gli elementi fondamentali per decidere la classe dipende perciò dalla:
- entità delle difese esistenti
- entità del bottino presunto o effettivo
- tipologia abitativa e contesto urbano
- occasione